Abbazia di Pomposa - LocalitÓ Pomposa

Abbazia di Pomposa - LocalitÓ Pomposa

L'Abbazia di Pomposa fu fondata nel VI secolo e dalla metà del IX iniziò a formarsi la prima comunità monastica benedettina, che raggiunse il suo massimo splendore dopo l'anno mille.

Pomposa possedeva una delle più vaste biblioteche del tempo e fra i personaggi che la resero illustre si ricorda il monaco benedettino (erroneamente detto Guido d'Arezzo), inventore della moderna trascrizione musicale basato sulle sette note. Chi ama l'arte antica non deve perdere l'occasione di ammirare nella basilica di Santa Maria uno dei cicli di affreschi più preziosi di tutta la provincia di ispirazione giottesca e il bellissimo pavimento a mosaico con intarsi di preziosi marmi collocati tra il VI e XII secolo.

A lato della Chiesa si eleva il campanile, alto 48 metri, eretto nel 1063 dall’architetto Deusdedit che volle essere ricordato sulla parete occidentale. E’ diviso in nove moduli, ciascuno dei quali, dal basso verso l'alto, presenta finestre sempre più larghe e numerose che conferiscono all’edificio una particolare leggerezza e uno slancio verso l’alto sottolineato dall’alta copertura a cuspide. Il paramento in mattoni rossi e gialli conserva rarissimi inserti di bacini ceramici provenienti da vari paesi mediterranei.

Dal chiostro si accede alla Sala del Capitolo, affrescata nel XIV secolo con una Crocifissione, i ritratti di San Benedetto e di San Guido, abate di Pomposa, e ai lati ritratti monocromi di Profeti. Nella vicina Sala del Refettorio si trovano tre affreschi ben conservati che rappresentano, da sinistra, l’Ultima Cena, Cristo in trono con la Vergine, San Giovanni Battista e i Santi Benedetto e Guido, e a destra il Miracolo di San Guido, in cui il beato abate trasforma l’acqua in vino alla presenza dell’arcivescovo di Ravenna, Gebeardo.

Il Museo Pomposiano si trova in quello che era il dormitorio del monastero, sopra il Capitolo. Al suo interno sono esposti pezzi provenienti dai lavori di restauro e di scavo: iscrizioni, marmi, rari stucchi, pertinenti ai primitivi arredi della chiesa, maioliche e reperti archeologici di vario tipo, oltre ad affreschi staccati.

La Chiesa abbaziale, preceduta da un portico riccamente decorato in cotto e marmo, è sorta tra l'VIII e il IX secolo ed ha l'aspetto di una basilica di tipo tardo-ravennate. L’interno è diviso in tre navate da due file di colonne di stile ravennate-bizantino, sormontate da elaborati capitelli. Di grandissimo pregio è il pavimento ricoperto da mosaici di differenti epoche e stili